Viaggio in Calabria. Istantanee di un amore perpetuo. Episodio 6

“Dimmi la verità…ci credevi che anche quest’anno avremmo rivisto il mare? Pensa agli amici di Torino se vedessero tutto questo?” Concordavo pienamente con il vicino di ombrellone, solo gli incubi avevano avuto il passaporto per viaggiare indisturbati negli ultimi tempi ed ancora qualcuno di essi si vedeva aleggiare in lontananza. Un monito echeggiava nella mia testa: un mare mosso poteva mutare un paesaggio, una pandemia il mondo.

A Sant’ Ilario entrai in acqua fin dal primo mattino e ci rimasi quasi per tutto il tempo, i pesci mi facevano il solletico ovunque, un baby polpo marcava il suo territorio ed io mi chiedevo tra quanto avrei lanciato un mio stridulo urletto per un eventuale incontro con papà polpo che però non avvenne.

Ho sempre cercato il silenzio e la tranquillità in spiaggia e Sant’ Ilario mi veniva perfettamente incontro sotto questo profilo, tuttavia non chiamerei tutto questo distanziamento sociale ma piuttosto approccio naturale, un avvicinamento alla natura ed alle sue voci.

Avrebbero dovuto legarmi come Ulisse al tronco di una nave per tenermi lontana da quella distesa azzurra; nessun incantesimo o magheggio strano, la fantasia si plasma in realtà, i sogni diventano momenti e quest’ultimi ricordi di viaggio. Tutto ciò che a prima vista può sembrare effimero come una giornata al mare nascondeva il secolare risorgere della grande bellezza.

Anche la mia ostinazione al non voler acquistare delle ciabatte chiuse da mare si rinnovava ormai da anni, non potevo privarmi del dolore terapeutico dei miei piedi a contatto con le pietre della ionica e del mio inneggiare parole senza senso ad ogni perdita di equilibrio. 

A metà mattina uscii dall’acqua ma soltanto per bagnarmi la bocca con qualche chicco d’uva, rientrai quasi subito in acqua, il mio “allevamento” allo stato brado di pesci reclamavano lo loro fish leader…

Nel pomeriggio ci spostammo a Condojanni (frazione di Sant’ Ilario sullo Ionio)… Il sole si era nascosto dietro le nuvole, il vento soffiava con forza ma non sentivo sbattere porte poiché la maggior parte erano chiuse. Vidi alcuni cartelli vendesi. Mi chiedevo oramai troppo spesso come si facesse a mettere in vendita un pezzo delle proprie origini, della propria vita… Siamo esperti lettori del passato, viviamo con frenesia il presente e non abbiamo una visione di futuro o perlomeno non molti di noi ce l’hanno e domande sul come saranno le porte di Condojanni tra 100 anni restano…

Che questi paesi resistano per dimostrarci che siamo noi ad avere bisogno di manutenzione piuttosto che loro?

Al volgere ormai di quella settimana di vacanza, un discreto, pacifico, amorevole affollamento di luoghi si era fatto spazio tra i miei interessi , sapevo che da li a poco avrei iniziato “scavi” più profondi in questo nuovo vecchio mondo che si era palesato davanti ai miei occhi… 

…CONTINUA

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