A toccare il cielo con un dito in cima al Castello Aragonese…

Stai passeggiando per la città ed all’improvviso davanti ai tuoi occhi un castello a rievocare in te la magia delle fiabe e per dirla come direbbe Ariosto “le dame, i cavallier, l’armi, gli amori…”.

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Il Castello di Reggio Calabria nonostante prenda il nome di “aragonese” ha origini ben più antiche, fonti storiche fissano un’ipotetica data di costruzione tra il 536 e il 549 per opera bizantina. Nel corso dei secoli il castello fu interessato a vari interventi di ampliamento soprattutto durante il dominio Aragonese, periodo in cui vennero erette le due torri merlate ancora oggi esistenti. Nel 1869 in seguito all’Unità d’Italia e con l’emanazione del nuovo piano regolatore ci fu chi ne propose l’abbattimento per dare spazio alla creazione di una grande piazza, ne seguì una parziale demolizione ed ulteriori danneggiamenti provocati dal devastante terremoto del 1908. Successivamente il Castello fu nuovamente vittima sacrificale dei piani urbanistici della città e fu soggetto ad ulteriori demolizioni per collegare Via Aschenez con Via Cimino.

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Tuttavia anche se gran parte della struttura originaria si è persa nei corsi dei secoli, il Castello Aragonese non è assolutamente da considerarsi un semplice monumento ubicato al centro di una piazza; dall’alto delle sue torri merlate è possibile godere ancora di una delle viste più belle e panoramiche sulla città, un luogo di passaggio di cittadini e turisti, una maestosità pacata ed elegante in mezzo al “disordine” urbanistico di questa città dove basta poco per toccare il cielo con un dito…

 

Una storia di quartiere: il mio incontro con San Gaetano Catanoso…

Da quando frequento la città di Reggio Calabria sono entrata in diverse chiese per motivi differenti, vuoi perché ero attratta dalla struttura, vuoi per la “fama” oppure semplicemente ero di passaggio e volevo conoscere un “pezzo” in più di questa città. Al Santuario di San Gaetano Catanoso ci arrivo per una mia scelta personale dopo averne sentito parlare da un caro amico del posto. Il Santuario si trova nel quartiere Spirito Santo di Reggio Calabria ed esternamente si presenta come un edificio dalle linee semplici dove nei pressi dell’entrata si colloca la statua di San Gaetano Catanoso come a voler ricordare che si sta entrando nella sua casa.

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Sono entrata anch’io nella casa di San Gaetano accompagnata da una gentilissima suora che ha risposto a tutte le mie domande sul Santo che emozionata guardavo riposare nella sua collocazione che lo rende visibile a tutti i fedeli.  Di fronte alla navata centrale spicca l’immagine del Cristo e sulla sinistra delle splendide vetrate a mosaico multicolore. Vetrate colorate che ritroviamo anche sulla parte alta dell’edificio.

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A fianco del Santuario sono visitabili anche le stanze dove il Santo ha vissuto il suo ultimo periodo di vita e di cui le Suore Veroniche (congregazione da lui stesso fondata) si prendono preziosa cura.

La sensazione che ho avuto entrando in questo luogo è di varcare la soglia di una casa reggina e non di una chiesa, percezione che non ho avuto in nessun’altra delle chiese di Reggio Calabria che ho visitato fino ad oggi. Non so se questo sia dovuto all’emozione di trovarsi davanti ad un vero Santo, oppure il fatto di avere ascoltato tutti i bei progetti che ha realizzato in vita, i miracoli…

La sorpresa più bella resta sicuramente quella di aver trovato, in un quartiere dove pensavo non ci fosse nulla, una storia, una persona che anche se adesso non c’è più deve rendere orgogliosi non solo i residenti locali ma tutta la città di Reggio Calabria. E sono proprio le belle storie che creano un legame più forte con un luogo e ti fanno sentire la necessità di ritornare.

Nel congedarmi ho confidato alla mia generosa guida il desiderio che il Santo faccia qualcosa per la città, questa la sua risposta “lui fa già molto”. Ragionando su questa affermazione ti accorgi che è proprio così, per chi crede rappresenta un esempio da seguire, per chi no, la curiosità e la voglia di capire il simbolo attorno al quale ruota la vita di una comunità e che crea il senso del luogo.

Invito ad approfondire la vita di San Gaetano Catanoso in questo dettagliato articolo del Dott. Domenico Guarna: https://ilgiardinodimorgana.wordpress.com/2017/04/07/una-breve-riflessione-su-padre-catanoso/

Per quanto mi riguarda vi do appuntamento alla prossima storia…

 

Tracce d’archeologia industriale a Reggio Calabria: l’Arenella

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La Calabria è un luogo meraviglioso e sa sempre coglierti di sorpresa la stessa che ho provato la mia prima volta a San Gregorio. I miei studi mi avevano condotto in questo rione di Reggio Calabria ma non sapevo che mi sarei trovata davanti importanti testimonianze del passato industriale di questo territorio : l’ Arenella, il vecchio stabilimento per l’estrazione dell’essenza del bergamotto. Purtroppo è stato un vero peccato vedere questo sito abbandonato a se stesso in quanto con un giusto percorso di valorizzazione potrebbe essere un elemento attrattore per tutti coloro interessati all’archeologia industriale o per chi semplicemente è interessato alla storia del proprio territorio.

Qui potrete vedere resti di strumentazioni molto rari da trovare nel resto d’Italia, anzi forse presenti solo qui ed in Inghilterra. Vi lascio con le immagini di quel che resta di questo passato industriale che molti “snobbano” ma che è lì immobile a testimoniare che la Calabria non era una regione arretrata anzi…

 

 

Reggio Calabria

Reggio Calabria è la città più estesa e popolosa della Calabria. Una città a cui la natura ha fatto molti doni: panorami da cartolina, preziosi frutti, clima mite quasi tutto l’anno , testimonianze artistiche e storiche di grande pregio. Famosi visitatori del passato hanno lasciato magnifiche parole a voler sottolineare la grande bellezza di questo territorio come Gabriele D’Annunzio che ha definito il Lungomare di Reggio il chilometro più bello d’Italia.

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Per iniziare l’esplorazione occorre ovviamente mettersi in viaggio perciò come arrivare a Reggio? L’opzione più pratica è sicuramente l’aereo prenotando un comodo volo di linea, charter o low-cost direzione Aeroporto dello Stretto. Reggio Calabria è raggiungibile anche in treno, per verificare le opzioni di viaggio consultate il sito Trenitalia. Altra alternativa resta la macchina percorrendo la Salerno-Reggio Calabria. Per chi è già in Calabria, per esempio sei in vacanza a Tropea o Pizzo, io consiglio di provare l’esperienza di raggiungere la città con il treno regionale, godrete di panorami unici: insenature magiche, uliveti, agrumeti e tutto ciò che il vostro sguardo sarà in grado di cogliere…

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Cosa visitare a Reggio? Sicuramente nel vostro itinerario non potrà mancare il Museo Archeologico Nazionale dove ad attendervi troverete i Bronzi di Riace e tanti altri reperti archeologici.

La città però è anche un vero e proprio museo a cielo aperto: le Terme Romane in Via Marina, il Castello Aragonese situato nell’omonima piazza Castello, le originali sculture dell’artista Rabarama sul Lungomare.

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Ma dopo tanto camminare vi sarà venuta nel frattempo una gran fame e il delizioso profumo della cucina delle donne reggine vi ricorderà che è arrivata l’ora di pranzo e che ne dite di un bel piatto di pasta con pesce spada e pomodorini freschi?

Comunque che scegliate un primo di pesce o altre leccornie l’importante è che non vi dimentichiate del dolce: un gelato da Cesare sul Lungomare non dovete farvelo scappare e perché no magari al gusto di bergamotto!

A questo punto vi chiederete ma cos’è il bergamotto? Il bergamotto è l’oro verde di Reggio Calabria, un agrume che fruttifica solo nella provincia di Reggio (…e pensate in nessuna altre parte del mondo!!!) con cui i pasticceri reggini hanno creato dolci dal sapore unico e speciale assolutamente da provare!

Bergamotto

Ma il vero elemento identificativo di questo luogo è quella fascia di territorio che si estende tra la via Marina e il Lungomare che attraverso i secoli è stato ed è il biglietto da visita di questa città, il primo luogo che incontri quando arrivi, l’ultimo che lasci quando te ne vai; è la terrazza sul mare di Reggio Calabria.

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Il Lungomare prende il nome di Italo Falcomatà sindaco della città tra il 1993 e il 2001 ed è grazie al suo impegno se oggi reggini e turisti possono godere di questo posto magnifico dove ognuno è libero di fare quello che più gli piace: una semplice passeggiata, ritrovarsi con gli amici, fare attività sportiva all’aria aperta oppure semplicemente godersi i mille colori del tramonto sullo Stretto e lanciare un saluto alla bella Sicilia lì di fronte…

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Finito il vostro giro in città ritagliatevi del tempo per arricchire il vostro itinerario con delle escursioni nella provincia reggina: una gita in Aspromonte, una visita al pittoresco borgo di Pentedattilo e alla Villa Romana di Casignana, uno dei siti archeologici più importanti della Calabria che quasi nessuno conosce, una vera e propria Pompei in terra di Calabria in ottimo stato conservativo. Gli itinerari che potrete creare partendo da Reggio sono tanti, io ne ho citati solo alcuni anche perché presto vi parleremo anche di loro…

Tuttavia quando arriverete in Calabria per la vostra vacanza, che sia inverno, che sia estate partite con tanta voglia di conoscere e esplorare luoghi nuovi e uno di questi la prossima volta siamo sicuri potrebbe essere proprio Reggio Calabria!!!

Non resta che salutarvi al prossimo post e augurarvi…buon viaggio!!!

Il Maestro ed il bergamotto: incontro con Angelo Musolino

Ho conosciuto Angelo Musolino prima che di persona per la sua fama come pasticcere; le mie prime volte a Reggio Calabria chiedevo alle persone una buona pasticceria dove gustare dei buoni dolci al bergamotto ed è così che sono finita alla pasticceria “La Mimosa”. Finalmente però è arrivato anche il giorno di conoscere il maestro anche di persona ed il nostro incontro avviene presso il suo laboratorio in piazza Sant’Anna in Reggio. La mia prima domanda ovviamente è sul dolce che lui stesso ha ideato, la torta bergamotta, su come è nata l’idea per questa creazione ed Angelo mi risponde che l’intento era quello di “creare un dolce che rappresenti il territorio” identificabile quasi come un souvenir per chi arriva a Reggio e cerca qualcosa da poter acquistare come ricordo gastronomico della città. Dal nome della torta intuirete che l’ingrediente principe di questo dolce è il bergamotto di Reggio Calabria che con le sue frizzanti note aromatiche arricchisce tutte le preparazioni in cui viene utilizzato.

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La torta bergamotta

Il maestro Musolino apre il suo il suo laboratorio di pasticceria nel 1985 e successivamente il punto vendita aperto al pubblico la pasticceria “La Mimosa” nel 1992. Durante il nostro interessante dialogo ho appreso che non ci si sveglia pasticceri, dietro questo mestiere c’è fatica e duro lavoro, molti giovani invece oggi sottolinea Angelo sono attratti dai vari reality che si vedono in televisione e pensano che la notorietà sia dietro l’angolo ma non è così, prima di decidere se il lavoro del pasticcere è quello giusto bisogna sporcarsi le mani in laboratorio, fare stage, offrirsi come apprendisti; una volta fatta questa esperienza e compreso il sacrificio che solo una grande passione ti da la forza di percorrere si potrà decidere d’iscriversi ad un corso dove formarsi.

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Il Maestro Angelo Musolino

Altro punto che ho voluto trattare con Angelo è il ruolo dei pasticceri professionisti come lui potrebbero ricoprire nella promozione della città ed in questo caso mi viene detto che tramite l’Apar (Associazione Pasticceri Artigiani Reggini) di cui è presidente sono state organizzate varie manifestazioni per muovere l’arte pasticcera reggina, tuttavia gli artigiani che nel laboratorio hanno il loro “habitat” naturale non disdegnano anzi hanno piacere di essere coinvolti in iniziative che possono aiutare a promuovere una tradizione, una professione che a modo suo è anche questa storia della città.

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Paste di mandorla

Per conoscere meglio il lavoro del maestro Musolino vi invito a visitare il sito: http://www.pasticcerialamimosa.it

Benvenuti al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Un viaggio tra le bellezze della Magna Grecia ma non solo…

Per molti è uno dei principali motivi per cui visitare Reggio Calabria, per altri la degna conclusione in seguito all’esplorazione delle varie bellezze della città, per altri ancora luogo dove poter perfezionare i propri studi storici; qualsiasi sia il motivo che vi conduce fino a qua non ne resterete delusi! Un museo che in seguito alla sua riapertura dopo i necessari interventi di ristrutturazione ci regala un palazzo Piacentini dal design moderno, con ampi spazi luminosi dove i reperti sono ben disposti ed accompagnati da supporti digitali e dettagliate descrizioni sia in lingua italiana che inglese.

La nuova struttura non ha niente da invidiare ad altri musei nazionali ed internazionali più conosciuti ed ospita pezzi di grande valore ricchi di bellezza e storia. La Magna Grecia d’improvviso si materializza davanti ai vostri occhi: oggetti di vita quotidiana, mosaici, vasellame, ornamenti, epigrafi…una lezione di storia dove le immagini dei libri finalmente prendono forma! Palazzo Piacentini stesso sorge su di un luogo “impregnato” di storia considerando il fatto che sotto le sue fondamenta sono state rinvenute catacombe ellenestiche.

Adesso però è ora di cominciare la nostra visita…

L’esposizione si articola su quattro piani, un viaggio che dal Paleolitico giunge fino all’età tarda romana, una narrazione che prende vita attraverso preziosi reperti provenienti da tutta la Calabria ed una sezione dedicata alla città “Rhegion” al pianterreno dove la vostra attenzione verrà sicuramente catalizzata verso lo splendido mosaico del II-III a.C. rinvenuto nel 1908 presso palazzo Guarna in seguito al devastante terremoto che colpì la città.

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Sicuramente i protagonisti indiscussi del museo restano però loro, i Bronzi di Riace, collocati al primo piano inferiore in una sala dotata di un sofisticato sistema di climatizzazione per proteggerli dalla corrosione. Le due statue poggiano su basi portanti antisismiche progettate a difesa dei due guerrieri di bronzo più famosi nel mondo…

L’accesso alla sala dei Bronzi avviene a piccoli gruppi previo processo di decontaminazione nella saletta antecedente. I Bronzi, rivenuti dal mare nell’agosto del 1972, attirano ogni anno migliaia di turisti e speriamo continuino a fare da traino all’interno del grande progetto di valorizzazione dei beni culturali di questa città, un percorso che comincia all’esterno (le mura greche della Via Marina, le Terme Romane, l’area sacra del Parco archeologico Griso-Laboccetta, gli scavi di Piazza Italia…) e culmina all’interno del museo (o viceversa). Un museo quindi che oltre ad essere un luogo d’incontro e conoscenza, cerca di mettere insieme i vari frammenti della storia disseminati all’interno della città.

Per rimanere aggiornati sugli eventi, le mostre temporanee e tanto altro potete connettervi con la pagina social del museo: www.facebook.com/MuseoArcheologicoRC

…buon viaggio!!!

Archeottrekking urbano a Reggio Calabria: la città che non ti aspetti…

 

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Ci sono vari modi per entrare in contatto con una città, sicuramente se abbiamo scelto di visitarla è perché qualcosa o qualcuno ci ha inspirato nel farlo. Se la città oggetto del vostro desiderio è Reggio Calabria oggi vi propongo un modo nuovo e coinvolgente per esplorarla, si tratta dell’Archeotrekking ideato dall’Ass. “Il Giardino di Morgana”. Un percorso fuori dai soliti schemi prettamente per turisti, guidati dal giovane e preparato Domenico Guarna, il nostro itinerario alternativo a Reggio Calabria inizia da via Giulia, un nome che già in sé rievoca un sapore di antica Roma…

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Il viaggio urbano nella città si sviluppa a tappe, le cui “stazioni” sono tutti punti di elevato interesse storico-paesaggistico. Faccio una premessa, i racconti di Domenico tra una tappa e l’altra sono coincisi e dettagliati il tutto a sottolineare come il percorso procede fluido ed anche laddove non siate appassionati di storia, potrete concentrarvi sulla fotografia: gli scorci paesaggistici che incontrerete saranno di grande bellezza!

 

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Da che cosa si differenzia questo Archeotrekking dal solito giro con guida turistica? Innanzitutto si tratta di un’idea originale a conferma che fare trekking non è appannaggio esclusivo della montagna. Secondo è un’attività di eco-turismo che intercetta non solo persone che provengono da fuori ma anche i reggini stessi che molto spesso presi dalla frenesia della quotidianità non riescono ad apprezzare il bello che li circonda frutto di una storia millenaria. Terzo punto ma fondamentale, la grande passione con cui Domenico ci racconta la sua città, cercando di farla diventare anche nostra.

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Allora vi ho incuriosito abbastanza e volete sapere il prossimo appuntamento dell’Archeotrekking in città? Collegatevi al sito http://www.ilgiardinodimorgana.it oppure seguite l’attività dell’associazione sui social.