La raccolta delle olive

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Nella sezione prodotti tipici vi abbiamo già parlato dell’olio extra vergine d’oliva ma in questo articolo vi vogliamo raccontare come viene prodotto l’olio, dalla fase della raccolta alla spremitura delle olive. Chi vi scrive ha preso parte in prima persona alla raccolta delle olive e ora è felice di raccontarvi come nasce l’olio extra vergine d’oliva! La raccolta delle olive è uno dei lavori più antichi ma anche uno dei più faticosi. Per produrre un buon olio extra vergine d’oliva la raccolta deve avvenire a mano o con l’ausilio di mezzi meccanici non invasivi. Nel nostro caso abbiamo utilizzato dei bastoni di canna per scuotere le piante d’ulivo affinché i frutti cadessero sulle reti precedentemente stese sotto ciascun albero.

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Una volta che le olive sono sulla rete si procede alla cernita con un apposito strumento che noi calabresi chiamiamo “u’ cernigghiu” per liberare le olive dalle foglie. Lo sforzo nello svolgere le varie operazioni è grande, dallo scuotimento delle piante alla cernita e selezione delle olive il nostro fisico è messo veramente a dura prova!

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Terminata la raccolta le olive vengono portate al frantoio dove per prima cosa avviene la loro pulitura da eventuali residui di foglie o terra con acqua corrente. Successivamente si accede alla fase della spremitura a freddo durante la quale l’olio viene estratto dalla pasta di olive e successivamente viene liberato da eventuali elementi estranei e dalle tracce dell’acqua di vegetazione. La spremitura una volta raccolte le olive deve avvenire in tempi brevi altrimenti l’olio che viene prodotto non potrà più essere considerato extra vergine. Calabria Semplice ha preso parte alla raccolta delle olive presso il comune di Francavilla Angitola. Un particolare e affettuoso ringraziamento al sig. Vincenzo proprietario di questo uliveto nonché nonno di chi vi scrive.

Non resta che salutarvi al prossimo post e augurarvi…buon viaggio!!!

L’olio extravergine d’oliva calabrese

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L’olio extravergine di oliva è uno dei prodotti d’eccellenza italiana più conosciuti nel mondo e anche la Calabria nel suo piccolo contribuisce a dare lustro a questo prodotto di altissima qualità. Le piante d’ulivo necessitano di clima mediterraneo e la collina rappresenta il loro habitat ideale; la Calabria beneficia di entrambe queste caratteristiche e questo permette alle varie aziende agricole presenti sul territorio di produrre un olio dalle eccellenti proprietà organolettiche. L’arrivo della coltivazione delle piante d’ulivo in Calabria è attestata intorno all’VIII sec. a.C tuttavia è con l’avvento dell’impero romano che l’olio calabrese inizierà ad essere conosciuto ed apprezzato come uno dei migliori oli del mediterraneo. La qualità dell’olio calabrese è certificata dalle seguenti DOP (Denominazione Origine Protetta):

  • olio extravergine di oliva Alto Crotonese DOP,

  • olio extravergine di oliva Bruzio DOP,

  • olio extravergine di oliva Lametia DOP .

Il territorio di produzione dell’Alto Crotonese DOP comprende Castelsilano (in parte), Cerenzia, Pallagorio, San Nicola dell’Alto, Savelli (in parte), Verzino.

La produzione del Bruzio DOP si estende invece sulla fascia Prepollinica (Acquaformosa, Altomonte, Castrovillari, Frascineto, Firmo, Lungro, Roggiano Gravina, S. Basile, S. Marco Argentano, S. Lorenzo del Vallo, Saracena, Spezzano Abanese, Tarsia, Terranova da Sibari), nella Valle del Crati (Bisignano, Cervicati, Cerzeto, Lattarico, Mongrassano, Montalto Uffugo, Rende, Rota Greca, S. Martino di Finita, S. Sofia d’Epiro, S. Vincenzo La Costa, Torano Castello), sulle Colline Joniche Presilane (Cariati, Calopezzati, Caloveto, Corigliano Calabro, Cropalati, Crosia, Mandatoriccio, Paludi, Pietrapaola, Rossano, S. Cosmo Albanese, S. Demetrio Corone, S. Giorgio Albanese, Scala Coeli, , Terravecchia, Vaccarizzo Albanese) e nella Sibaritide (Cassano allo Jonio, Cerchiara di Calabria, Civita, Francavilla Marittima, Plataci, Villapiana).

Infine il Lametia DOP con i comuni di Curinga, Filadelfia (in parte), Francavilla Angitola (in parte), Lamezia Terme, Maida, S. Pietro a Maida, Gizzeria, Feroleto Antico e Pianopoli.

Il Bruzio DOP , consorzio della provincia di Cosenza è quello che raccoglie più comuni e un’azienda di Vaccarizzo Albanese si è aggiudicata per il 2015 il premio come Miglior Olio Extravergine di Oliva da Agricoltura Biologica al mondo assegnatogli dalla prestigiosa guida internazionale Flos Olei. Un premio che sicuramente aiuterà la Calabria a promuovere questo magnifico prodotto. L’olio extravergine d’oliva è uno dei pilastri della dieta mediterranea, riconosciuta dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell’umanità ed è in assoluto uno dei condimenti più sani di cui possiamo disporre in cucina. L’olio d’oliva è ormai diventato anche un alleato per la preservazione della bellezza della persona, in tanti lo utilizzano infatti nella preparazione di cosmetici naturali, per fare massaggi ed impacchi per capelli.

Ma come si degusta un olio DOP ? Io suggerisco di farlo con del buon pane casareccio calabrese, è uno dei modi migliori per esaltarne il sapore ma anche perché no per fare uno spuntino da veri gourmet…provare per credere!