Di borgo in castello: la tua favola made in Calabria comincia da qui!

C’era una volta e c’è ancora una favola da raccontare, da trasportare ai tempi di oggi ma che davanti agli occhi ancora ti parla con la sua bellezza di ieri, si sto parlando proprio di lei, la Calabria.

Solitamente quando passeggiamo per una città o per un borgo non è raro imbattersi davanti alla presenza di un castello che narra di un passato lontano ma che allo stesso tempo impreziosisce il paesaggio del luogo che stiamo visitando, una sensazione questa che provo sopratutto quando ritorno in Calabria, dove nei miei itinerari i castelli non mancano mai…

Comincio parlandoti del castello Ruffo di Scilla che solitamente riesco a visitare dalle tre alle quattro volte l’anno. Il mio assiduo volerci tornare lo capirai tu stesso quando avrai raggiunto il suo belvedere, con uno solo sguardo acchiappi tutta la bellezza di questo borgo marinaro che nonostante la forte attrattiva turistica riesce nelle linee delle sue case e delle sue strade a farti immedesimare ancora nel pescatore pronto a prendere il largo per la sua battuta di pesca, sentire il profumo del pesce spada che si propaga dalle cucine scillesi pronto ad impreziosire un delizioso panino ed il blu del mare che da lassù riesce ad accecarti di bellezza più di un sole che picchia durante una calda giornata estiva…

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Un altro castello, che ormai da quando “conosco” è uno dei miei soggetti fotografici preferiti è il Castello Normanno di Gerace: la sua decadenza immobile, nel cuore di un paesaggio aspromontano da sogno narra il glorioso passato di questo splendido borgo e detta nuove parole a chi è alla ricerca di nuove pagine da scrivere. Visitare, scoprire, studiare, fotografare il castello di Gerace è come analizzare un dipinto di Van Gogh il cui incalcolabile valore è proprio lì davanti agli occhi di tutti.

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Continuiamo il nostro viaggio tra castelli a Bova, borgo conosciuto al “grande pubblico” come uno dei centri più importanti dell’area grecanica ricco di storia e bellezze paesaggistiche. Un luogo curato che ti fa capire quanto i suoi cittadini lo amino e fanno di tutto per preservarlo affinché chiunque decida di visitarlo riesca a ripercorrere la storia attraverso una semplice passeggiata. Qui il connubio tra aria pura, storia, paesaggio e delizie gastronomiche ci guidano tra i suoi vicoli prima della nostra destinazione finale al tramonto: il Castello Normanno di Bova! Della costruzione originaria purtroppo resta poco al contrario della voglia di affacciarsi sul calar della sera ad osservare il volgere dei colori in questo lembo di terra intriso di mito e bellezza.

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Dalla quiete del Castello Normanno di Bova, ci immergiamo nelle atmosfere cinematografiche dei ruderi del Castello Ruffo dell’Amendolea. In una calda giornata d’estate, quando visitai questi luoghi per la prima volta, mi sembrava quasi di essere su di un set western con Giuliano Gemma…non siamo però su di un set cinematografico ma ci troviamo in un dei percorsi trekking più amati dagli escursionisti che giungono in Calabria, un luogo dove senti appagato tutto il tuo bisogno di contatto con una natura intatta plasmata sopratutto dai suoi ritmi e meno da quelli dell’uomo.

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Se non hai ancora deciso da quale castello cominciare la tua favola / viaggio in Calabria ti offro un’ulteriore opportunità: il Castello Aragonese di Reggio Calabria. Se verrai in visita in questa splendida città del sud Italia non ti dimenticare d’inserire questo sito nel tuo itinerario, il perché? Te lo dico subito…hai mai toccato il cielo con un dito? Lo Stretto sarà garanzia di riuscita in questa tua impresa, il lieto fine o lo spumeggiante inizio di questo viaggio in Calabria, che, una volta intrapreso vorresti non abbia più fine.

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A toccare il cielo con un dito in cima al Castello Aragonese…

Stai passeggiando per la città ed all’improvviso davanti ai tuoi occhi un castello a rievocare in te la magia delle fiabe e per dirla come direbbe Ariosto “le dame, i cavallier, l’armi, gli amori…”.

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Il Castello di Reggio Calabria nonostante prenda il nome di “aragonese” ha origini ben più antiche, fonti storiche fissano un’ipotetica data di costruzione tra il 536 e il 549 per opera bizantina. Nel corso dei secoli il castello fu interessato a vari interventi di ampliamento soprattutto durante il dominio Aragonese, periodo in cui vennero erette le due torri merlate ancora oggi esistenti. Nel 1869 in seguito all’Unità d’Italia e con l’emanazione del nuovo piano regolatore ci fu chi ne propose l’abbattimento per dare spazio alla creazione di una grande piazza, ne seguì una parziale demolizione ed ulteriori danneggiamenti provocati dal devastante terremoto del 1908. Successivamente il Castello fu nuovamente vittima sacrificale dei piani urbanistici della città e fu soggetto ad ulteriori demolizioni per collegare Via Aschenez con Via Cimino.

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Tuttavia anche se gran parte della struttura originaria si è persa nei corsi dei secoli, il Castello Aragonese non è assolutamente da considerarsi un semplice monumento ubicato al centro di una piazza; dall’alto delle sue torri merlate è possibile godere ancora di una delle viste più belle e panoramiche sulla città, un luogo di passaggio di cittadini e turisti, una maestosità pacata ed elegante in mezzo al “disordine” urbanistico di questa città dove basta poco per toccare il cielo con un dito…

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Una storia di quartiere: il mio incontro con San Gaetano Catanoso…

Da quando frequento la città di Reggio Calabria sono entrata in diverse chiese per motivi differenti, vuoi perché ero attratta dalla struttura, vuoi per la “fama” oppure semplicemente ero di passaggio e volevo conoscere un “pezzo” in più di questa città. Al Santuario di San Gaetano Catanoso ci arrivo per una mia scelta personale dopo averne sentito parlare da un caro amico del posto. Il Santuario si trova nel quartiere Spirito Santo di Reggio Calabria ed esternamente si presenta come un edificio dalle linee semplici dove nei pressi dell’entrata si colloca la statua di San Gaetano Catanoso come a voler ricordare che si sta entrando nella sua casa.

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Sono entrata anch’io nella casa di San Gaetano accompagnata da una gentilissima suora che ha risposto a tutte le mie domande sul Santo che emozionata guardavo riposare nella sua collocazione che lo rende visibile a tutti i fedeli.  Di fronte alla navata centrale spicca l’immagine del Cristo e sulla sinistra delle splendide vetrate a mosaico multicolore. Vetrate colorate che ritroviamo anche sulla parte alta dell’edificio.

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A fianco del Santuario sono visitabili anche le stanze dove il Santo ha vissuto il suo ultimo periodo di vita e di cui le Suore Veroniche (congregazione da lui stesso fondata) si prendono preziosa cura.

La sensazione che ho avuto entrando in questo luogo è di varcare la soglia di una casa reggina e non di una chiesa, percezione che non ho avuto in nessun’altra delle chiese di Reggio Calabria che ho visitato fino ad oggi. Non so se questo sia dovuto all’emozione di trovarsi davanti ad un vero Santo, oppure il fatto di avere ascoltato tutti i bei progetti che ha realizzato in vita, i miracoli…

La sorpresa più bella resta sicuramente quella di aver trovato, in un quartiere dove pensavo non ci fosse nulla, una storia, una persona che anche se adesso non c’è più deve rendere orgogliosi non solo i residenti locali ma tutta la città di Reggio Calabria. E sono proprio le belle storie che creano un legame più forte con un luogo e ti fanno sentire la necessità di ritornare.

Nel congedarmi ho confidato alla mia generosa guida il desiderio che il Santo faccia qualcosa per la città, questa la sua risposta “lui fa già molto”. Ragionando su questa affermazione ti accorgi che è proprio così, per chi crede rappresenta un esempio da seguire, per chi no, la curiosità e la voglia di capire il simbolo attorno al quale ruota la vita di una comunità e che crea il senso del luogo.

Concludo ricordandovi che dal 2017 il Dott. Domenico Guarna de l’Associazione “Il Giardino di Morgana” insieme alle associazioni “La Voce del Sud”, “Amici del Volto Santo di San Gaetano Catanoso” e Ass. Di Prom. Soc. Padre Gaetano Catanoso organizzano un concorso di poesia che porta il nome di San Gaetano Catanoso e che ogni anno riscuote un rimarcabile successo. Se siete appassionati di poesia sia professionisti che amatoriali ecco i dettagli per poter partecipare cliccando QUI

Per quanto mi riguarda vi do appuntamento alla prossima storia…

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Passeggiata a Santa Maria del Bosco alla scoperta di San Bruno…

Il bello della Calabria sta nel poter passare dal mare alla montagna e viceversa senza stravolgere la propria vacanza ed è quello che abbiamo fatto io e la mia famiglia quando ci siamo recati a Serra San Bruno. Una visita particolarmente interessante dove sono stata rapita soprattutto dalla quiete del luogo, visitato da molti pellegrini ma anche da semplici curiosi o da chi cerca un luogo immerso nel verde per respirare aria fresca e pura. La prima tappa è stata una passeggiata intorno alla Certosa, immersa tra maestosi alberi secolari che conferiscono bellezza ad un luogo dove il silenzio permette una contemplazione attenta e rilassante allo stesso tempo. La Certosa è abitata ancora oggi da frati e custodisce al suo interno un interessante Museo aperto al pubblico.

Spostandosi di poco si giunge invece alla Chiesa di Santa Maria del Bosco dove è vissuto San Bruno di Colonia, immersa in uno splendido bosco; accanto vi si trova la grotta dove il Santo era solito pregare ed un laghetto con al centro una statua che lo raffigura inginocchiato sull’acqua.

Un posto veramente suggestivo anche per chi non è attratto dai luoghi della fede, per chi vuole vedere una Calabria diversa dalla solita località di mare ed anche un voler sottolineare la potenzialità di questo splendido territorio aperto ad ogni tipo di turismo: naturalistico, religioso, archeologico e tanto altro ancora.

Serra San Bruno è raggiungibile da nord – uscita Pizzo Calabro, quindi proseguire sulla SS 110, da sud – uscita Serre, quindi SS 182. Da Soverato – percorrendo la SS 182 e SS713 Trasversale delle Serre. Da Monasterace SS 110, passando da Stilo e Bivongi. Da Marina d(Fonte: http://www.visitserrasanbruno.it/come-arrivare/)

Cosa vedere a Reggio Calabria: meraviglie e profumi di una città leggendaria…

Reggio Calabria è la città più estesa e popolosa della Calabria. Una città a cui la natura ha fatto molti doni: panorami da cartolina, preziosi frutti, clima mite quasi tutto l’anno , testimonianze artistiche e storiche di grande pregio. Famosi visitatori del passato hanno lasciato magnifiche parole a voler sottolineare la grande bellezza di questo territorio come Gabriele D’Annunzio che ha definito il Lungomare di Reggio il chilometro più bello d’Italia.

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Panorama sullo Stretto

Per iniziare l’esplorazione occorre ovviamente mettersi in viaggio perciò come arrivare a Reggio? L’opzione più pratica è sicuramente l’aereo prenotando un comodo volo di linea, charter o low-cost direzione Aeroporto dello Stretto oppure scalo internazionale di Lamezia Terme. Reggio Calabria è raggiungibile anche in treno, per verificare le opzioni di viaggio consultate il sito Trenitalia. Altra alternativa resta la macchina percorrendo la Salerno-Reggio Calabria. Per chi è già in Calabria, per esempio sei in vacanza a Tropea o Pizzo, io consiglio di provare l’esperienza di raggiungere la città con il treno regionale, godrete di panorami unici: insenature magiche, uliveti, agrumeti e tutto ciò che il vostro sguardo sarà in grado di cogliere…

Lido Comunale

Cosa visitare a Reggio? Sicuramente nel vostro itinerario non potrà mancare il Museo Archeologico Nazionale dove ad attendervi troverete i Bronzi di Riace e tanti altri reperti archeologici.

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La città però è anche un vero e proprio museo a cielo aperto: le Terme Romane e le antiche Mura Greche in Via Marina, il Castello Aragonese situato nell’omonima piazza Castello, le originali sculture dell’artista Rabarama sul Lungomare.

Ma dopo tanto camminare vi sarà venuta nel frattempo una gran fame e il delizioso profumo della cucina delle donne reggine vi ricorderà che è arrivata l’ora di pranzo e che ne dite di un bel piatto di pasta con pesce spada e pomodorini freschi?

Comunque che scegliate un primo di pesce o altre leccornie l’importante è che non vi dimentichiate del dolce: un gelato sul Lungomare non dovete farvelo scappare e perché no magari al gusto di bergamotto!

A questo punto vi chiederete ma cos’è il bergamotto? Il bergamotto è l’oro verde di Reggio Calabria, un agrume che fruttifica solo nella provincia di Reggio (…e pensate in nessuna altre parte del mondo!!!) con cui i pasticceri reggini hanno creato dolci dal sapore unico e speciale assolutamente da provare!

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Bergamotto
Bergamotto di Reggio Calabria

Ma il vero elemento identificativo di questo luogo è quella fascia di territorio che si estende tra la via Marina e il Lungomare che attraverso i secoli è stato ed è il biglietto da visita di questa città, il primo luogo che incontri quando arrivi, l’ultimo che lasci quando te ne vai; è la terrazza sul mare di Reggio Calabria.

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Lungomare Italo Falcomatà

Il Lungomare prende il nome di Italo Falcomatà sindaco della città tra il 1993 e il 2001 ed è grazie al suo impegno se oggi reggini e turisti possono godere di questo posto magnifico dove ognuno è libero di fare quello che più gli piace: una semplice passeggiata, ritrovarsi con gli amici, fare attività sportiva all’aria aperta oppure semplicemente godersi i mille colori del tramonto sullo Stretto e lanciare un saluto alla bella Sicilia lì di fronte…

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Tramonti reggini

Finito il vostro giro in città ritagliatevi del tempo per arricchire il vostro itinerario con delle escursioni nella provincia reggina: una gita in Aspromonte, una visita al pittoresco borgo di Bova, porta di accesso all’area grecanica ed ottimo punto di partenza per lanciarsi alla scoperta della Costa dei Gelsomini oppure farsi ammagliare dalla bellezza senza tempo di Scilla e della Costa Viola. Gli itinerari che potrete creare partendo da Reggio sono davvero tanti e per tutti i gusti…

Tuttavia quando arriverete in Calabria per la vostra vacanza, che sia inverno, che sia estate partite con tanta voglia di conoscere e esplorare luoghi nuovi e uno di questi la prossima volta siamo sicuri potrebbe essere proprio Reggio Calabria!!!

Non resta che salutarvi al prossimo post e augurarvi…buon viaggio!!!