Il pane di Terreti

 

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Fare il pane richiede sacrificio, impegno dedizione, passione, sopratutto se si decide di produrlo con il forno a legna! A Terreti, periferia di Reggio Calabria, ospiti della signora Caterina che produce prodotti da forno a legna per il panificio di famiglia sito in C.Santa Domenica e per altri punti vendita in città, conosceremo il lavoro che sta dietro al pane di questa località che fa muovere diverse persone dal centro cittadino per salire fin qui ad acquistare questo prodotto. Il prima passaggio fondamentale è la preparazione dell’impasto, nell’impastatrice vengono immessi a poco a poco tutti gli ingredienti necessari alla preparazione: farina, acqua, sale e lievito madre. Se gli ingredienti per preparare il pane gli conosciamo più o meno tutti, per produrre una pane buono è necessario usare farina di qualità, in questo caso la farina utilizzata per la preparazione è calabrese. Inoltre la farina va sempre setacciata prima d’iniziare a preparare qualsiasi impasto, lo strumento che si usa per fare quest’operazione in dialetto reggino è chiamato “Trimuni”.

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Una volta che l’impasto è pronto la signora Caterina lavora con grande energia l’impasto e prepara le pagnotte da un chilo ciascuna che vengono messe a lievitare sopra i “Casciuni” coperto con dei canovacci . Il pane che la signora Caterina sta preparando è il cosiddetto pane ad una lievitazione, non troppo spesso e con poca mollica. Il pane è pronto per essere infornato quando premendo con un dito sulla pagnotta, l’impasto torna su.

Ovviamente quando si parla di pane cotto a legna fondamentale è anche la preparazione del forno, bisogna accendere il fuoco con abbondante legna, successivamente si creeranno delle ardenti braci che verranno poi rimosse dal forno per consentirne la pulizia con un panno imbevuto d’acqua. Terminate tutte queste operazioni, il forno è pronto per accogliere il pane! Non esiste una tempistica standard di cottura, molto dipende dal tipo di forno e dal tipo di prodotto che si sta preparando…

Il profumo di pane caldo che sta cuocendo nel forno inebria la stanza della lavorazione di un profumo fantastico ed io e i clienti del forno aspettiamo pazientemente che sia cotto! Per degustare questo ottimo pane cotto a legna la signora Caterina me lo serve con dell’olio extra vergine d’oliva e del peperoncino di casa , una scelta davvero azzeccata che esalta ancora di più la croccantezza e i profumi di questo pane!

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Per maggiori informazioni questo è il sito del panificio che ci ha ospitati: http://www.panificioguarnaccia.it

Non resta che salutarvi al prossimo post e augurarvi…buon viaggio!!!

Brancaleone

Brancaleone è una cittadina in provincia di Reggio Calabria che affaccia sul mare, in una zona denominata Costa dei Gelsomini. Oggi di gelsomini non se ne vedono quasi più ed è molto più facile vedere piantagioni di bergamotto. Brancaleone è soprattutto conosciuta come la città delle tartarughe perché le sue spiagge sono uno dei luoghi di nidificazione privilegiato delle bellissime tartarughe caretta-caretta inoltre qui sorge anche il “Centro recupero tartarughe marine” primo in Italia per numero di esemplari curati e per visitatori.

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Molti turisti arrivano infatti a Brancaleone affascinati dalla possibilità di poter vedere da vicino la tartaruga caretta-caretta ma anche per le bellissime spiagge, la maggior parte delle quali sono libere. In estate le temperature sono decisamente africane, Brancaleone è proprio sull’estrema punta della Calabria, nei pressi di Capo Spartivento.

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È possibile visitare anche il paese vecchio, Brancaleone Superiore, dove potrete passeggiare tra i ruderi di questo antico borgo.

Un’altra curiosità su Brancaleone è che in questa cittadina ha vissuto per sei mesi in esilio Cesare Pavese.

Come si arriva a Brancaleone? In aereo l’aeroporto più vicino è il Tito Minniti di Reggio Calabria, da qui si raggiunge la stazione ferroviaria di Reggio e si può prendere un treno regionale per raggiungere Brancaleone. Per chi arriva in treno dalla costa tirrenica è consigliata la stazione di Reggio Calabria da cui poi fare il cambio, per chi arriva dal versante ionico si consiglia ugualmente l’utilizzo del treno regionale. In auto si percorre l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, direzione Reggio Calabria, uscita ss 106 direzione Brancaleone.

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Alla scoperta del centro di recupero tartarughe di Brancaleone

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È una calda mattina di luglio quando decido di fare visita al Centro di Recupero delle Tartarughe Marine di Brancaleone. Ci arrivo in treno da Reggio Calabria e il centro occupa proprio i locali della stazione ferroviaria di Brancaleone, oggi dismessi, e concessi dal Comune all’associazione Naturalmente Brancaleone, che si occupa appunto del recupero e la riabilitazione di tartarughe marine in difficoltà. Brancaleone si trova all’interno della cosiddetta “Costa delle Tartarughe”, i 36 km che rappresentano il sito di nidificazione più importante d’Italia, in quanto l’82% dei nidi italiani di Caretta caretta sono deposti qui. Vengono a deporre le uova in questo territorio perché è qui che sono nate; le tartarughe caretta-caretta sono dotate infatti di un’ ottima memoria e percorrono migliaia di chilometri per tornare in questi luoghi.

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Esse depongono le uova a 50 cm di profondità e il periodo d’incubazione va dai 42 ai 62 giorni. Il sesso delle tartarughe è determinato in base alla temperatura al momento della nascita, sotto i 27° vi sarà un’alta percentuale di maschi, sopra tale temperatura vi saranno più femmine…un fenomeno particolare e che suscita molto la curiosità di noi visitatori del Centro! Il Centro di Recupero è gestito dall’associazione ambientale no-profit “Naturalmente Brancaleone” e opera tutto l’anno per il recupero e la cura di esemplari in difficoltà. Nei mesi estivi è aperto ai visitatori e si avvale del prezioso aiuto dei volontari che scelgono di fare un’esperienza a contatto con questi meravigliosi animali, volta a stimolare una maggiore sensibilizzazione verso le tematiche ambientali. Qui al Centro arrivano le tartarughe bisognose di cure; che hanno ingoiato un amo da pesca o pezzi di plastica. Fondamentale per questo motivo, mi spiega Tania, la salvaguardia delle aree marine e il buon senso delle persone a non inquinare la costa, ma soprattutto la sensibilità dei pescatori che in caso di cattura accidentale di una tartaruga dovrebbero chiamarci subito, affinché la tartaruga venga portata nella struttura per essere curata.

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Qui al Centro avviene quindi la cura di queste tartarughe che una volta guarite vengo rilasciate nuovamente in mare. La struttura non dispone di alcun tipo di finanziamento pubblico o privato, e va avanti solo grazie alle attività dell’associazione e al sostegno delle migliaia di persone che vengono a visitare il centro durante l’estate e che lasciano una donazione volontaria, tuttavia è giusto che valori come la salvaguardia della flora e della fauna vengano sostenuti a gran voce tutti i giorni dell’anno! Quindi se siete in vacanza da queste parti, fatevi un giro a Brancaleone e venite a conoscere le dolcissime tartarughe caretta-caretta, vi assicuro che ne vale veramente la pena! Ringrazio Tania e tutti i volontari del Centro per la loro gentilezza e cordialità. Per maggiori informazioni questo è il sito del Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone: www.crtmbrancaleone.it

Bagnara Calabra

Bagnara un’altra meraviglia della Costa Viola che vi vogliamo raccontare…

La cittadina è famosa per la pesca del pesce spada, per i prodotti da forno e i torroncini ma è anche la terra natale della grande cantante Mia Martini a cui la città ha dedicato un bellissimo giardino proprio di fronte al lungomare.

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Dalla spiaggia è possibile scorgere la Torre Saracena che domina su questo spicchio di mar Tirreno incastonato tra le rocce che scendono a picco sul mare creando dei riflessi che vanno dal blu al verde smeraldo. La zona del lungomare è comunque la parte moderna della città, per vedere qualcosa di più caratteristico bisogna addentrarsi per le ripide viuzze contornate da casette attaccate l’una con l’altra. Nella parte alta della città è possibile visitare il Castello Emmarita e la Chiesa del Carmine.

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Come raggiungere Bagnara? Per chi arriva in macchina si percorre l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria uscita Bagnara Calabra. In aereo gli aeroporti più vicini sono il Tito Minniti di Reggio e quello di Lamezia Terme, tuttavia una volta atterrati bisognerà procedere il viaggio in treno o in automobile. Per chi sceglie il treno, tutti i treni regionali fermano a Bagnara Calabra, per i treni a lunga percorrenza verificare dal sito Trenitalia prima della partenza.

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Scilla

In un luogo intriso di mito e leggenda, sulla Costa Viola in provincia di Reggio Calabria sorge l’antico borgo marinaro di Scilla. Il Castello Ruffo è il punto più alto della cittadina e da qui è possibile godere un fantastico panorama sullo Stretto.

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Che arriviate in treno o in macchina sicuramente la vostra prima tappa sarà la Marina Grande, la spiaggia di Scilla, dove potrete fare il bagno su questo bellissimo mare limpido e trasparente. Si tratta tuttavia di una spiaggia decisamente rocciosa ed il mio consiglio è di portarvi un paio di ciabatte da mare resistenti soprattutto se non siete abituati ai fondali pieni di pietre!

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Proseguendo per la Marina Grande è invece possibile raggiungere Chianalea, il pittoresco quartiere dei pescatori, qui il tempo sembra essersi fermato, un tempo non scandito dagli orologi, ma dalle attività marinare. Salendo a piedi ci si immergerà subito nella realtà locale, piccole casette tutte attaccate, stradine in pietra, fontanelle di buonissima acqua fresca, piccole calette nascoste che sembrano passaggi segreti per il mare.

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Chianalea infatti rappresenta la parte più intima di Scilla da cui è possibile prendersi una pausa dall’allegra euforia della Marina Grande in estate quotidianamente affollata dai tantissimi giovani della provincia di Reggio che hanno proclamato questa spiaggia a preferita!

Il consiglio che vi do nel caso decidiate di trascorrere più giorni a Scilla è di alloggiare a Chianalea in modo tale che la sera possiate riposare in assoluto relax…

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Il pesce è il piatto forte di questa zona perciò assicuratevi di farvi consigliare al meglio dai ristoratori locali sui vari piatti che offre la cucina del luogo. Ultimamente si sta diffondendo anche il pescaturismo, quindi se vi piace vedere come viene pescato il pesce e gustare direttamente il frutto della vostra “fatica” potrebbe essere un’attività di vostro gradimento. Potete informatevi presso l’ufficio del turismo o direttamente dai vostri albergatori su questo tipo d’escursione.

Scilla è un borgo molto visitato sia dai locali che da persone provenienti dal resto d’Italia e dall’estero. Il periodo con maggiora affluenza è quello estivo, sopratutto al sabato e alla domenica Scilla è molto affollata.

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Come raggiungere Scilla? L’aeroporto più vicino è il Tito Minniti di Reggio Calabria, da qui si prosegue in macchina, Scilla ha la sua uscita autostradale. In treno fermano tutti i treni regionali e nel periodo estivo anche i treni a lunga percorrenza. In auto si percorre l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita Scilla.

Non resta che salutarvi al prossimo post e augurarvi…buon viaggio!!!